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REGOLE D'AMPEZZO

Cortina per la Tradizione
Le Regole d’Ampezzo sono proprietà collettive, cioè beni che una comunità gode per diritto consuetudinario; hanno avuto origine da una necessità semplice, ma essenziale, dei primi abitanti stabili della conca: utilizzare in comune pascoli e boschi, al fine di fronteggiare le notevoli difficoltà di sopravvivenza legate all’ambiente montano. Le attività regoliere, documentate sin dal XII secolo, si rifanno dunque a tradizioni orali che si perdono nella notte dei tempi.
Questo illuminato e antichissimo uso del territorio, che stabilisce diritti e doveri comuni, rappresentò per secoli l’unica fonte di sostentamento per la popolazione d’Ampezzo, contribuendo a regolamentare in maniera determinante non solo il rapporto fra l’uomo e l’ambiente, ma anche i modi di convivenza tra uomo e uomo. Il territorio, oltre che patrimonio naturale, si dimostrava così particolare patrimonio economico e culturale.
I Regolieri sono i capifamiglia discendenti dall’antico ceppo ampezzano che amministrano il patrimonio comunitario secondo i Laudi, le antiche leggi. I beni costituenti il patrimonio risultano vincolati in perpetuo: sono, infatti, inalienabili e indivisibili.
L’istituto regoliero è riconosciuto dal diritto dello Stato italiano attraverso specifiche leggi che ne tutelano la particolare realtà. Nel 1990, “in virtù della specificità delle forme antiche di gestione del patrimonio naturale ampezzano, da esse conservato e tutelato per centinaia di anni”, alle Regole è stata affidata anche la gestione del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.
Le montagne dolomitiche al di sopra dei pascoli, di proprietà demaniale, sono da circa vent’anni in affitto alle Regole che, vista la straordinaria importanza paesaggistica, ne scongiurano eventuali abusi da parte di speculatori.
Le Regole d’Ampezzo mantengono oggi le funzioni tradizionali, amministrando un territorio con finalità agro-silvo-pastorali, ma con un ruolo di tutela ambientale sempre più determinante; vengono da esse gestiti circa 16.000 ettari di bosco, dal fondovalle al limite superiore della vegetazione, con taglio e vendita del legname e selvicoltura naturalistica del patrimonio forestale, attività regolamentata da un Piano di Assestamento Forestale. L’allestimento e l’esbosco necessitano di un impegnativo mantenimento della viabilità con continui lavori di sistemazione delle piste forestali: una rete di centinaia di chilometri.
Quattro sono le malghe regoliere che mantengono l’antica attività primaria, oggi legate anche ad un servizio di ristorazione: Ra Stua e Federa sui pascoli alti, Larieto e Pezié de Parù sui pascoli bassi. Da necessità di vita, l’alpeggio si è trasformato in mezzo per il mantenimento dell’assetto paesaggistico, turistico e ambientale del territorio.
Tra le finalità delle Regole vi sono anche la conservazione e la promozione della lingua, della cultura e delle tradizioni ampezzane. Inoltre, sono di proprietà delle stesse Regole tre realtà museali: il Museo Paleontologico “Rinaldo Zardini”, dedicato ai fossili delle Dolomiti; il Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi”, una delle più importanti collezioni del Novecento Italiano, e il Museo Etnografico “Regole d’Ampezzo”, che illustra la tradizione agro-silvo-pastorale della comunità regoliera.

Cristallo Hotel Spa & Golf, Via R. Menardi 42, 32043 Cortina d´Ampezzo (BL)